Post aggiornato in data 25 Agosto 2018

Una città in continua evoluzione che vuole superare i limiti portando innovazione senza perdere la tradizione e usanze.

Partiti con un volo serale di Emirates, compagnia di bandiera degli Emirati Arabiti, nel giro ci 7h circa arriviamo all’aeroporto di Dubai.

Atterrati si ha subito l’impressione di essere in una città cosmopolita, infatti la quantità di stranieri da ogni parte del mondo è una costante, gli stessi dipendenti dell’aeroporto non sono solo arabi, ma persone provenienti da tutto il mondo.

Diretti a prendere un taxi ci aspettavamo una città dalle fattezze “antiche” in stile arabesco, invece la realtà è quella di costruzioni all’avanguardia dal design pulito ed elegante. Il mezzo più diffuso per muoversi nel nostro caso è stato il taxi dove il rapporto distanza/tempo e prezzo è veramente ottimo nonchè, i mezzi pubblici scarseggiano ed è comprensibile, la benzina costa circa 20 centesimi a litro (2.20 Dhiran a gallone). E’ giusto dirvi che la guida dei taxi a Dubai è molto sportiva e almeno le prime volte si ha sempre il timore di fare qualche incidente.

Il nostro soggiorno è stato nell’hotel DoubleTree della catena Hilton situato nel quartiere che viene chiamato BusinessBay, dove lo stesso nome identifica un po’ la tipologia di palazzi. In tutta sincerità la scelta è stata dettata dal rapporto qualità prezzo in un ottica di posizione abbastanza comoda per raggiungere il centro, e devo dire che è andata molto bene.

Cosa visitare

Dubai indubbiamente è una città nuova in costante evoluzione e quando si vuole visitare qualcosa, bisogna sempre considerare che il concetto di storicità e cultura, tende a diventare poco presente. Per visitare la città abbiamo deciso di partire dal centro per poi spostarci verso l’esterno, così da poter ammirare sia la parte nuova e sfavillante e sia qualcosa di più storica e tipica.

Burj Khalifa

Definirei la visita a questo palazzo come un “must”, infatti è il simbolo di Dubai la più alta struttura mai realizzata dall’uomo con ben 829,8 metri di altezza. Situato in quello che potremmo definire il vero centro della città.

La visita in realtà è molto semplice, una volta preso il biglietto, vista la quantità di persone vi consiglio di acquistarlo online sul sito ufficiale, si viene indirizzati verso gli ascensori che in 1 min circa vi porteranno al 124 piano dove si è ad una altezza di circa 650 metri, ovviamente pagando un supplemento non indifferente (quasi il doppio), potrete salire fino al piano 148 dove l’altezza inizia ad essere importante. Ovviamente, non sarà mai possibile salire fino agli 800 metri, in quanto l’altezza da record è considerata comprendendo anche l’antenna.

Noi ci siamo fermati al 124 piano dove la vista è veramente unica, si può osservare tutta Dubai e rendersi conto di quanto sia grande la città e di come superati quelli che sono i confini urbani ci sia solo il deserto.

Cosa importante da sapere

Vi consiglio in fase di acquisto biglietti di valutare la sezione promozioni in quanto, come nel nostro caso, abbiamo approfittato del prezzo vantaggioso per poter vedere oltre al Burj Khalifa anche il Dubai Aquarium (prezzo migliore rispetto all’acquisto singolo), il quale è il più grande acquario costruito dove potrete vedere dallo squalo al piccolo pesce pagliaccio (Alla ricerca di Nemo).

Dubai Aquarium

Il Dubai Aquarium è situato dentro al The Dubai Mall, che in sostanza è uno mega mega mega store, potremmo definirlo come “una città dentro la città”.

Perso un po’ di tempo dentro al The Dubai Mall, che tutto sommato si merita una visitina veloce, arriviamo finalmente all’aquarium dove lo sguardo viene catturato dalla vetrata con squali che nuotano attorno ad un ecosistema marino in continuo movimento costernato da una infinità di pesci di varia grandezza e colore.

Indubbiamente è una bella esperienza che vi consiglio di fare e seppur ci sia molto da dire, eviterei di spoilerare, così da lasciarvi il piacere della sorpresa.

Restando sempre all’interno de The Dubai Mall, appena usciti dall’aquarium, troverete il ristorante Rainforest Cafe molto particolare, dove i più piccoli, ma anche noi adulti, ci siamo trovati molto bene, specialmente perchè si è immersi nella jungla.

Fontana di Dubai

Ne abbiamo sentito così tanto parlare che non potevamo perderci questo spettacolo d’ingegneria. La fontana di Dubai è la più grande al mondo, copre circa una superficie di 12 ettari con getti d’acqua che possono raggiungere i 140 metri di altezza.

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Questa immensa fontana oltre ad essere veramente suggestiva ha la particolarità di danzare seguendo le note della musica. E’ posizionata nella piazza del Dubai Mall, sotto al palazzo del Burj Khalifa ed è una attrazione gratuita. Il contesto attorno è abbastanza caotico, in quanto è ricco di ristoranti dove il turista può fermarsi a mangiare mentre guarda lo spettacolo.

Il consiglio che vi posso dare è quello di andarci in taxi e/o navette degli hotel (se disponibile) e per il ritorno, ricordatevi che i taxi si prendono all’interno del Dubai Mall (centro commerciale). Infatti sono così grandi che hanno un’area dedicata, e prima di scoprirlo abbiamo girovagato in lungo e in largo.

Burj al Arab – La vela di Dubai

Il Burj al Arab è uno degli alberghi più lussuosi del mondo, con 5 stelle (attualmente da solo se ne è riconosciute 7). Situato sulla Jumeirah Beach, a 15 km a sud del centro di Dubai, su un’isola artificiale collegata alla terraferma da un ponte di 280 m, è caratterizzato da una particolare forma “a vela”.

In questo splendido hotel ci siamo concessi un aperitivo, che per molti potrà sembrare da pazzi, ma se prenotate con largo anticipo (noi abbiamo prenotato circa 3 mesi prima) è possibile avere un tavolo in uno dei bar situati all’interno dell’hotel. Il costo dei cocktail non è così proibitivo, uno dei più costosi è di circa 170 Dirham che sono circa 30 euro. Indubbiamente tanto, ma se si considera la location esclusiva e la vista di tutta Dubai, a mio avviso è uno sfizio che ci può togliere. Assieme al vostro cocktail, vi verranno portati anche degli stuzzichini come mandorle e robine simili.

Se vorrete anche voi provare questa esperienza, questo è il sito ufficiale dello Skyview Bar posizionato al 27 esimo piano a circa a 200 metri dal livello del mare.

Però, prima di andare a bere qualcosa, non abbiamo perso l’opportunità di farci un giretto al suo interno, in modo limitato, ma quanto basta per capire la bellezza e la sfarzosità di questo hotel e del perchè è uno dei simboli più famosi di Dubai.

Souk dell’oro e delle spezie

Una zona particolare che ci permette di uscire dal concept moderno della città è quella dei Souk (significa “mercato”), che letteralmente sono il mercato dell’oro e delle spezie.

Per raggiungere questi due mercati bisogna spostarsi un po’ fuori città, circa 30 min di taxi che ci permetteranno di arrivare in quella che potremmo definire la periferia di Dubai. La prima tappa è il souk dell’oro, un quartiere con una quantità di negozio che vendono qualsiasi cosa in oro. Potrete trovare qualsiasi oggetto in oro, dal semplice bracciale a qualcosa di più grande e complesso come vasi, teiere, ecc. La percezione è quella che l’oro sia così abbondante da poterlo vendere con estrema facilità.

Ma come dice il detto, non è oro tutto ciò che luccica, infatti, non sono un esperto, ma nella mia “ignoranza” mi sono accorto che i prezzi sono simili ai nostri, forse qualcosa meno, ma non aspettatevi che vi lancino oro e altra nota, tutto quello che viene venduto, o per lo meno, quello che è visibile è in oro 18 carati (24 carati d’oro equivalgono a oro puro mentre, 18 carati è fatto di parti in oro e parti in rame o argento). Però indubbiamente, se state cercando qualche gioiello in oro, questo mercato è il posto giusto.

Per raggiungere il souk delle spezie è necessario prendere una barca, più una bagnarola, per attraversare il canale il tutto al costo di 1 dhiran (20 cent di euro).

A differenza del precedente souk, quello delle spezie è caratterizzato da uno stile più orientale, piccoli negozzietti uno attaccato all’altro, con merce esposta fuori e dentro il tutto protetto da un tetto che crea un grande corridoio con una zona d’ombra.

E’ un posto molto caratteristico e tra i due souk è quello che indubbiamente mi è piaciuto di più e dove alla fine abbiamo acquistato i souvenir. Abbiamo puntato a qualcosa di più tipico e unico come: cioccolatini con datteri e latte di cammello, zafferano e spezie varie.

Infine, se volete un po’ di ristoro e relax vi consiglio di fare tappa ad uno dei caratteristici luoghi nei pressi dei suok, parlo dell’Arabian Tea House.

Spiaggia Kite Beach

Dopo tanto girare un po’ di relax serve, così abbiamo approfittato di una giornata tranquilla e siamo andati a Kite Beach, una spiaggia molto bella, forse la più trendy di Dubai. E’ veramente grande, curata e pulita con tutto il necessario per potersi rilassare e potersi divertire.

La parte attrezzata con ombrelloni e lettini è molto piccola, il 90% è libera, mentre quello che resta è preso d’assalto da turisti. Quindi vi consiglio di andare al mattino così da poter trovare qualche posto vuoto. Il costo non è economico, infatti si va dai 150 ai 220 Dirham per due persone.

La particolarità di questa spiaggia è lo stile con cui è stata progettata, infatti potrete trovare truck food, bar, palestra, pista per correre e molto altro. Il tutto però non è invasivo in quanto i lettini sono ben distanti da questo contesto modaiolo.

Il mare non è male, non è cristallino ma un po’ torpido, pulito e bastano pochi metri per trovarsi l’acqua all’altezza delle spalle. Come suggerisce il nome stesso della spiaggia è possibile fare Kite Surf visto il bel vento che tira e che in un posto come Dubai dove le temperature sono molto alte, il venticello mentre si è spaparanzati al sole, aiuta moltissimo.

Adu Dhabi

Partenza alle 9,30 con un pulmino, un autista e la bravissima guida Chiara, grande conoscitrice degli Emirati (www.turistiadubai.com). Per raggiungere Abu Dhabi occorre oltre un’ora, che passa abbastanza velocemente perché la trascorriamo chiacchierando o ascoltando racconti e spiegazioni inerenti il paesaggio che via via attraversiamo. Abu Dhabi sorge  su un arcipelago di 200 isole, la principale è di forma triangolare, ed è collegata alla terraferma da tre ponti. Entrando in Abu Dhabi la Gran Moschea dello Sceicco Zayed appare immediatamente ai visitatori: tutto è stato ben calcolato… questo è il biglietto da visita della città! E’ maestosa, imponente, di un bianco abbagliante, certamente impossibile non notarla subito. E’ considerata il luogo di culto più importante del Paese, una delle più grandi al Mondo, al cui interno si trovano il tappeto annodato a mano più grande del mondo di ben 5300 mq e uno dei più grandi lampadari a bracci del mondo (10 m di diametro, 15 m di altezza) in cristalli Swarovsky.

Abbiamo dovuto superare qualche inconveniente legato all’abbigliamento: conoscendo le rigide regole, era stato curato e studiato ad hoc soprattutto dalle donne, ma è stato contestato a una di noi e anche… alla nostra guida! Non ci siamo arresi, sapevamo di essere in regola e Chiara, che è esperta del posto, ha preteso di parlare con un responsabile che ha giudicato consono il nostro vestiario. Abbiamo così iniziato la visita, non senza una certa irritazione per quello che è successo, per la chiusura dimostrata e per l’arroganza di chi è preposto ai controlli. La Moschea è bellissima, incantevoli i mosaici di marmo nei pavimenti, alle pareti, sulle colonne. Sfarzo e luminosità. Il bianco del marmo è abbacinante. Il piazzale antistante, ovviamente bianco, è immenso, con tanti mosaici, ma inaccessibile ai visitatori perché troppo delicato. Rimaniamo incantati, nella prima sala siamo a bocca aperta per le decorazioni in rilievo sulle pareti; i colori sono bellissimi, il lavoro sicuramente da certosino. Alcuni lampadari sono stupendi, altri hanno solo misure da Guinness dei primati perché un po’ kitsch. Anche i bagni sono meravigliosi: si trovano al piano di sotto, raggiungibili con scala mobile dedicata, curati e pulitissimi, ricchi di preziosi mosaici dai colori molto belli. Particolari i lavapiedi e le fontanelle per dissetarsi. Ovviamente i bagni delle  donne sono ben lontani da quelli degli uomini. Ovunque guardie molto attente e spesso invadenti tengono d’occhio i visitatori. Facciamo tante foto stando attenti a non stare troppo vicini nelle varie pose, pena un nuovo richiamo.

Pranziamo in un Mall, quindi torniamo ad ammirare palazzi, grattacieli (come il Capital Gate Bulding, pendente come la Torre di Pisa), zone residenziali e no, la bella Corniche (lungomare panoramico), lo skyline della città, dove spiccano l’Emirates Palace (hotel di super lusso tipo la Vela), l’Heritage Village e altre bellezze, non ultime le spiagge e un mare davvero invitante. Usciti da Abu Dhabi visitiamo l’isola di Yat (l’isola della felicità intesa come svago) con il circuito di Formula1 e il parco di divertimenti Ferrari World con montagne russe e tanto altro ancora; ovviamente anche qui qualche record non manca. Infine l’isola di Saadyat in via di “costruzione” (ma è un’isola naturale): terminato da poco il Louvre, ora sorgeranno il Guggenheim e altre attrazioni.

Deserto

La nostra ultima esperienza a Dubai si è svolta nel deserto, non potevamo perderci una bella escursione tra le dune. Siamo partiti nel tardo pomeriggio così da evitare il caldo soffocante sfruttando lo stesso servizio usato per visitare la città di Abu Dhabi. Dal centro città al deserto ci vogliono circa 45 min di auto e per nostra fortuna erano in piacevole compagnia, infatti insieme a noi c’erano due ragazze canadesi, un giapponese e una famiglia indiana. In una solo jeep 4×4 erano presenti 4 continenti, una esperienza che indubbiamente ci ha permesso oltre a provare qualcosa di nuovo anche di conoscere persone molto simpatiche.

Il deserto di Dubai è quello che si vede nei film, sabbia finissima di un colore marrone/arancione intenso. Nonostante fossero le 18, appena si provava a mettere i piedi sotto lo strato superficiale di sabbia, si percepiva subito il vero calore chequesta poteva raggiungere, era bollente.

L’esperienza ci ha portati anche a visitare un piccolo villaggio dove era possibile assistere alla danza tanoura e alla danza del ventre che rappresentano le due tipologie di ballo più diffuse e famose.

Danza Tanoura

Oltre al piccolo spettacolo era possibile assaggiare alcuni dei piatti tipici, dove la cosa più strana non è stato tanto il mangiare, ma il fatto che uomini e donne avevano due corsie diverse. Infatti per via della religione che in alcune zone viene osservata con rigore, che siano ragazzi/e, bambini o adulti, i due sessi devono mangiare in due spazi diversi. Ovviamente, almeno per la nostra esperienza, le restrizioni dovute alla religione mussulmana non si sono fatte sentire più di tanto, se non per la visita alla moschea di Abu Dhabi e in questo caso specifico del villaggio.

Conclusioni

Dubai è sicuramente una città che incuriosisce e dove la tradizione lascia molto spazio all’innovazione, alla globalizzazione e alla multi razzialità.

Tra i tanti paesi arabi indubbiamente è quello con meno storia ma allo stesso tempo è quello che riesce a dare di più in termini di possibilità lavorative e non solo.