Escursione al Rocciamelone a 3538 metri

Escursione al Rocciamelone a 3538 metri

Una esperienza unica che ci porta a più di 3500 metri sul Rocciamelone tra panorami mozzafiato e una escursione di categoria esperto.

Oggi vi parlo del Rocciamelone e di come poter affrontare questa escursione nel miglior modo possibile. Il Rocciamelone è una montagna delle Alpi Graie della Catena Rocciamelone-Charbonnel, alta 3.538 m s.l.m., situata in Piemonte, al confine tra la Valle di Susa e la Valle di Viù, sulla cui vetta convergono i territori comunali di Mompantero, Novalesa e Usseglio.

Prima di iniziare, possiamo dire che l’escursione potrebbe dividersi in tre step:

  • Rifugio Ca’ D’Asti, situato a 2854 metri dopo un cammino di circa 2 ore.
  • La Croce di Ferro, la quale proseguendo dal rifugio Ca’ D’Asti richiede ancora 1,40 ore di cammino e si posiziona a circa 3300 metri.
  • Punta del Rocciamelone, dove possiamo trovare il Santuario di nostra signoria del Rocciamelone, che ci porta a percorrere un percorso in cordata di circa 40 minuti per arrivare sulla punta più alta del monte e ammirare il santuario più alto d’Europa a 3538 metri.

Indice

Salita

L’escursione in questione prevede un tracciato di circa 4 ore di percorrenza partendo dal rifugio La Riposa. Il percorso è categorizzato come E/EE (Escursionistico/Escursionisti Esperti) e bisogna calcolare bene i tempi se non si è di quelle parti.

Iniziata la camminata si percepisce subito che questa sarà ostica in quanto non vi sono vie di mezzo, subito in salita con una pendenza forse del 30% che rimane invariata fino alla cima della montagna. Questo potrebbe spiazzare chi è abituato a passeggiate dove il dislivello varia in modo soft, alternandosi con parti in piano e parti in salita.

Rifugio Ca’ D’Asti – 2800mt

La prima parte che ci porta al rifugio Ca’ D’Asti, dove si percepisce la quiete e il verde attorno a noi, anche se la posizione e l’altezza non permette alla piante di essere rigogliose, ma resta comunque un bel panorama.

Dopo quasi 2 ore di salita continua si arriva al rifugio dove potersi riposare e ristorare. Abbiamo avuto il piacere di parlare con chi si occupa di mantenerlo aperto, un ragazzo di forse 35 anni che per quanto bello il panorama, ha deciso di trascorrere molto tempo in questo lavoro. Si occupa della parte bar e delle camere e giusto per darvi un’idea, scende solo due volte al mese a valle, per il resto del tempo è sempre su. Mentre i rifornimenti arrivano tramite elicottero oppure usando una funivia dedicata alle merci.

Finita la pausa siamo ripartiti per arrivare alla Croce di Ferro. Da questo momento, come a voler spezzare in modo netto lo scenario, tutto il verde che fino a poco prima ci aveva accompagno è andato a sparire. Attorno a noi solo rocce, sassi e massi. Se il pezzo iniziale poteva sembrare impegnativo, in questa seconda parte spesso si è costretti a muoversi a quattro zampe per riuscire a salire, portandoci quasi a dimenticare di guardarci attorno e concentrarci sul panorama, ma oggettivamente diventa molto difficile farlo senza rischiare di cadere e farsi male.

Croce di Ferro – 3300mt

Raggiunta la Croce di Ferro, possiamo dire che il grosso è fatto, siamo arrivati a 3300 metri e grazie ad una insenatura è possibile prendere fiato. Il panorama è unico e possiamo vedere la Croce di Ferro, che in tutta sincerità non ci ha stupito molto. E’ una piccola croce di circa 50cm posizionata su una base di pietra, onestamente ci aspettavamo di più a ripagare la fatica fatta.

Bando alle ciance, da qui inizia il pezzo finale, 40 minuti in cui dovremo camminare sul ciglio della montagna tenendoci ad una corda. In questo lasso di tempo si sale fino ad arrivare alla punta più alta del Rocciamelone, sulla cima che tanto abbiamo atteso.

Madonna della Neve

Toccati i 3538 metri abbiamo al nostro cospetto la statua di bronzo della Madonna realizzata nel 1899 ed inaugurata il 28 agosto di quell’anno grazie ad una grandiosa sottoscrizione di 130mila bambini di tutta Italia. La statua, è stata portata in vetta a spalle dai reparti del battaglione “Susa” del 4º Reggimento alpini.

Il panorama è impagabile come anche la soddisfazione di avercela fatta, di essere così in alto e poter vedere tutto attorno.

Discesa

Molti pensano che la discesa sia la parte più semplice, forse per una questione di fiato potrebbe essere così, ma scendere dal Rocciamelone richiede impegno, il rischio di scivolare sui sassi è sempre presente e la pendenza perenne mette a dura prova ginocchia e piedi. Ci vuole molta pazienza e attenzione. Tornare giù implica quasi lo stesso tempo della salita.

Alloggio

La Darbunera

Volevamo fare le cose con comodo e goderci il weekend, così abbiamo preferito arrivare la sera prima dell’escursione così da poterci dedicare completamente al Rocciamelone il giorno dopo. Abbiamo soggiornato due notti all’agriturismo La Darbunera il quale offre ad un costo contenuto il servizio di messa pensione. Oltre ad essere una location molto carina è situata in una posizione molto comoda per poter iniziare la camminata fino alla cima. Infatti parcheggiata l’auto, con una passeggiata di circa 30 minuti molto soft, si arriva all’inizio del tracciato vero e proprio per iniziare l’escursione.

Se invece si vogliono risparmiare energie, dall’agriturismo si può prendere l’auto e in 5 minuti di orologio si è al parcheggio del rifugio La Riposa.

Consigli

Il primo consiglio è di non sottovalutare l’escursione, abbiamo incontrato molte persone che hanno preferito fermarsi al rifugio Ca D’Asti e tornare giù. Questo non perchè sia estremamente pericoloso, ma perchè è molto impegnativo in termini di fiato.

Portatevi la crema solare e un berretto, non ci sono alberi e se la giornata è bella c’è il rischio di farsi 10 ore di escursione sempre sotto il sole.

Panini al sacco. E’ possibile far tappa al rifugio e mangiare qualcosa, ma sempre meglio portarsi i panini così da potersi fermare in mezzo alla natura e mangiare ammirando il panorama.

L’acqua è un fattore chiave, in tutto il percorso abbiamo trovato un paio di fontane che a causa dell’attuale siccità sono state chiuse. Al rifugio ovviamente è possibile sempre acquistare delle bottiglie d’acqua, ma in questo periodo (Agosto) le poche fontane sono chiuse.

Conclusioni

Esperienze unica, emozionante e capace di mettere alla prova chiunque. Abbiamo incontrato molte persone di ogni età e provenienti da tutta Europa con cui parlare e confrontarsi sul da farsi e su possibili nuove avventure. Insomma, Rocciamelone super approvato!

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