Perchè dovremmo allenarci al freddo

Allenarsi al freddo può sembra per molti una pazzia. Basse temperature e poca voglia di uscire, eppure l’attività fisica invernale ha il suo perchè e i suoi pro.

Le basse temperature sicuramente non aiutano a fare attività fisica, ma anzi, ci spingono a poltrire sul divano e a guardare fuori dalla finestra il mondo che procedere inesorabile mentre noi siamo al calduccio.

Per quanto possa sembrare assurdo, allenarsi al freddo ha un suo fondamento scientifico e ci aiuta a mantenere la forma fisica e non solo, per questo iniziamo a sfatare qualche mito.

Aumento di peso invernale

Il tanto temuto aumento di peso invernale esiste, ma non c’è da preoccuparsi perchè è stato dimostrato che questo corrisponde circa a  0,48 kg. Il problema insorge quando questi pochi chili non vengono smaltiti e vanno a sommarsi, giorno dopo giorno, causando eventuali problemi di obesità.

All’origine di questo aumento di peso invernale ci sono due fattori chiave: lo stile di vita e la biologia. Il primo è legato alla voglia di mettersi in gioco durante il periodo invernale e il secondo lo possiamo attribuire alle feste natalizie.

Restando in argomento, dietro al famigerato aumento di peso invernale vi è uno studio più approfondito che dimostra come,  le origini biologiche dietro l’aumento di peso invernale risalgono a tempi ben più antichi. Gli esseri umani in inverno hanno da sempre una tendenza innata ad ingrassare per sopravvivere alla scarsità di cibo. Storicamente l’inizio dell’anno era il periodo più difficile da superare ed il rischio di mangiare troppo, a differenza di ora, non esisteva.

In base ad una ricerca condotta nel 2016, gli scienziati dell’Università di Exeter hanno indicato l’inizio anno come il momento peggiore per iniziare una nuova dieta. Quindi, fino a quando questo meccanismo evolutivo non cambierà, abbiamo bisogno di una soluzione per rimanere in forma anche in inverno.

Allenamento al freddo

Per un calo di peso significativo, bisogna superare in linea generale, le 4 ore di attività fisica a settimana, e allenarsi alle basse temperature è un’ottima soluzione per bruciare un alto numero di calorie.

Tessuto adiposo bianco

La maggior parte del nostro grasso corporeo è immagazzinato nel tessuto adiposo bianco, che offre isolamento ma che non può generare calore. Durante la stagione fredda, il nostro corpo reagisce alle basse temperature bruciando fino a cinque volte più energia. Questo però non vuol dire che restare fuori al freddo per bruciare più calorie sia la soluzione migliore.

Tessuto adiposo bruno

Il tessuto adiposo bruno (o TAB) è un tessuto adiposo metabolicamente attivo coinvolto nella produzione e distribuzione del calore in tutto il corpo. Questo tessuto aiuta i mammiferi in letargo a stare al caldo ed è stato recentemente scoperto anche negli esseri umani.

A differenza del tessuto bianco, il TAB ha una proprietà speciale. Si attiva alle basse temperature, generando il calore di cui abbiamo bisogno per funzionare normalmente. La generazione di calore a basse temperature può rappresentare fino all’11,8% della spesa energetica a riposo.

Il problema è legato alla vita che tutti noi trascorriamo, in quanto il 90% del nostro tempo in ambienti interni, dove la temperatura è spesso controllata. Si pensa che l’aumento del tasso di obesità sia correlato alla permanenza in ambienti costantemente riscaldati.

Altra cosa da considerare e non meno importante è che: l’attivazione del TAB attraverso l’esposizione al freddo aumenta anche la sensibilità all’insulina, regolando la glicemia e riducendo il rischio di aumento di peso.

Depressione invernale

Può sembrare una esagerazione parlare di depressione ma il cosiddetto disturbo affettivo stagionale (chiamato anche SAD) può colpire chiunque e si verifica nel 6-14% della popolazione, a seconda di dove si vive, e oltre a problemi emotivi, questo disturbo può contribuire anche all’aumento di peso.

Ancora una volta, l’esercizio all’aria aperta può essere la migliore soluzione a questo problema. Oltre allo sport, il trattamento tradizionale per il disturbo affettivo stagionale comprende la terapia della luce, ovvero l’esposizione ad una lampada che imita la luce naturale del sole.

Leggendo qualche articolo in merito a questo disturbo, è stato interessante notare che le popolazioni giapponesi e islandesi soffrono molto poco di questo disturbo nonostante vivano in luoghi caratterizzati da giornate brevi e basse temperature. Si pensa che la dieta ricca di pesce tipica di entrambi i paesi (60 e 90 kg all’anno rispetto ai 24 kg del Canada), aumenti le riserve essenziali di vitamina D e combatta i sintomi della SAD.