Post aggiornato in data 26 Ottobre 2018

Navigando e giocando con smartphone e table, ci imbattiamo in finestre che si aprono, questo fenomeno prende il nome di web banner o banner ad, significa pubblicità fatta con l’uso di un banner (bandiera).

Questa espressione, erroneamente abbreviata in italiano in banner, è una delle forme pubblicitarie più diffuse su internet ed è una strategia di marketing definita online marketing promotions. Questa forma di messaggio promozionale consiste nell’inserire un annuncio su una pagina web. Un banner può essere statico (quando va fruito così com’è) oppure attivo o interattivo (quando consente, una volta cliccato, di raggiungere un’altra pagina web).

Quello che capita a molte persone è di toccare per errore (o curiosità) un banner pubblicitario e ricevere un sms in cui ti viene comunicata l’immediata attivazione di un servizio a pagamento. Oppure, mentre si sta giocando sul telefono, nell’intento di chiudere una finestra di pop-up, scatta la sottoscrizione ai servizi più disparati.

In molti casi, nella bolletta, tali importi addebitati all’utente vengono camuffati con le voci più disparate e improbabili, in modo da renderle poco visibili e comprensibili. A conti fatti, si tratta di una pratica commerciale vietata dal Codice del Consumo e, come tale, illecita. Ma la cosa più assurda è che ad oggi nessuna delle numerose associazioni di tutela dei consumatori si sia mossa denunciando le numerosi violazioni all’Antitrust.

La cosa che viene da pensare è che tutto ciò avvenga con la piena connivenza delle compagnie telefoniche che, ovviamente, nell’attivazione di tali servizi per conto proprio o di terzi, prendono la loro fetta di provvigione.

Come difendersi e prevenire

Per prima cosa PREVENIRE, per tanto è opportuno chiamare il proprio gestore telefonico e chiedere la disattivazione dei Barring Sms, un servizio che blocca gli sms come i servizi di sms premium, oppure i messaggi a pagamento in decade 4x (in particolare 43, 44, 46, 47, 48 e 49) come oroscopo, chat, ricette e servizi vari.

Attenzione: lo svantaggio di questa procedura è che interrompe anche la ricezione di servizi sms come quelli della home banking o quelli sull’utilizzo della carta di credito per evitare frodi, quindi verificate nel caso.

Altra richiesta da fare al vostro gestore è il blocco dei Servizi Interattivi e Sovrapprezzo come: 894, 895, 899, 0088, 43, 44, 45, 46, 47, 48, e 49.

I numeri da chiamare per parlare con il call center sono: Tim: 119 – Vodafone: 190 – Wind: 155 – H3G (3): 133

Come difendersi disattivando il servizio

Se ormai il danno è fatto la prima cosa da fare è la disattivazione del servizio, seguendo le istruzioni indicate, di norma, nell’sms di benvenuto, ove viene anche specificato il numero di telefono cui chiamare per stoppare il servizio.

Inoltre, non cancellare gli sms contenenti la conferma di attivazione e disattivazione. Essi infatti, potranno risultare utili, come prove, in caso di contestazioni con l’arrivo della bolletta telefonica. Ultima cosa da fare per non correre rischi, è quella di inviare una raccomandata a.r. alla propria compagnia telefonica diffidandoli dal non addebitare costi per servizi mai richiesti.

Ultima cosa, per evitare sorprese, tieni comunque sotto controllo la bolletta. In caso ti accorgi della presenza di qualche addebito sospetto, fai un reclamo scritto all’operatore ribadendo la volontà di disattivazione del servizio e lo scorporo delle maggiorazioni. Se entro 40 giorni la compagnia telefonica non risponde o risponde negativamente, puoi rivolgerti a un avvocato o promuovere il tentativo di conciliazione presso un Comitato Regionale per le Comunicazioni della tua Regione (Co.Re.Com.)